MODULO C
aprile 1915 – giugno 1915
Primi gas mortali Ypres
Purtroppo il 22 aprile 1915 durante la seconda battaglia di Ypres, furono per la prima volta adoperati dai tedeschi i gas letali in grado sia di uccidere che di menomare in modo terribile i militari colpiti. La nuvola bianca che si sprigionò durante il bombardamento, apparve agli occhi dei francesi e degli algerini schierati a fianco, un espediente per coprire un attacco della fanteria nemica e quindi fu ordinato di rimanere ai propri posti e di prestare la massima attenzione. Nel giro di pochi minuti la nube giallastra cominciò nel silenzio più assoluto a mietere in modo atroce, sempre più vittime. La fame di vendetta indirizzò gli studiosi di ambo le parti, a fornire il proprio esercito di sostanze via via sempre più crudelmente letali segnando definitivamente l’avvento dei gas.
Entrata in guerra dell’Italia, conquista Monte Nero
Il 24 maggio 1915, all’incirca 10 mesi dopo l’inizio del conflitto, la politica italiana vira verso l’espansionismo e il governo decide di entrare in guerra.
La prima grande impresa dei nostri militari avviene nella notte tra il 15 e il 16 giugno con la presa del monte Nero da parte dei nostri alpini a scapito dell’esercito austriaco. Al termine dell’azione si contarono: circa 180 morti tra le file nemiche e qualche centinaio di prigionieri tra cui una trentina di ufficiali tra gli austriaci. I dispacci riportano che in tutto furono 21 gli alpini uccisi e circa 100 i feriti. A seguito di questa operazione la cronista di guerra austriaca Alice Schalek scrisse:
“Giù il cappello davanti agli alpini, questo è stato un colpo da maestro”.
Subito dopo gli accadimenti a caldo ed in trincea nacque una celebre canzone che nelle parole e nella musica racchiude il senso di quanto avvenne sul Monte Nero.
Gli animali
Anche gli animali partecipano al conflitto, impiegati sia al fronte che nelle retrovie, amici fedeli e silenziosi utilizzati dai vari eserciti per: trasportare, trainare, individuare pericoli come mine ed esplosivi, pronti a segnalare la presenza di gas, trasmettere messaggi e soprattutto capaci di risvegliare nei militari momenti di affetto e tenerezza che la brutalità della guerra aveva loro fatto dimenticare.
La guerra nei cieli
Allo scoppio della prima guerra mondiale moltissime furono le resistenze sull’uso operativo del mezzo aereo, perfino figure di grande rilievo, non ne prevedevano l’utilizzo addirittura affermando che “l’aviazione è un ottimo sport, ma è completamente inutile ai fini dell’esercito” (generale Ferdinand Foch esperto di tattica militare). I primi tentativi di utilizzo dell’aereo era legato solamente alla “ricognizione” considerandolo un sostituto delle consimili operazioni della cavalleria. Una volta riconosciuta la sua utilità, oltre ad aumentarne la produzione, si studiarono i miglioramenti tecnici.
Inglesi e francesi concepirono i primi aerei da caccia lasciando indietro i tedeschi fino a quando nel 1915 gli stessi fecero esordire il Fokker M.5 primo aereo dotato del meccanismo di sincronizzazione che permetteva al pilota di sparare attraverso il disco dell’elica evitando le pale. Solo il Fokker aveva una struttura in tubi, mentre tutti gli altri avevano strutture in legno con ali ricoperte in tela con i tiranti in acciaio fondamentali per garantirne l’integrità strutturale. I primi voli con struttura completamente metallica di un aereo lo “Junkers J1” furono effettuati alla fine del 1915.
