MODULO H

settembre 1918 – novembre 1918

Gli highlander al fronte

Ladies from Hell” ossia “donne dall’inferno” è l’appellativo con il quale i tedeschi battezzarono gli Highlanders del reggimento Black Watch. Gli scozzesi diventarono subito famosi per la ferocia con la quale combattevano in battaglia e per il tradizionale “kilt” che indossavano durante le operazioni di guerra nelle quali si lanciavano spesso in combattimenti corpo a copro anche se in inferiorità numerica, facendo massimo affidamento sulla baionetta. I reggimenti scozzesi operarono soprattutto in Francia e solo un in Italia.

Battaglia della Foresta delle Argonne

L’ultima grande battaglia che caratterizza il primo conflitto mondiale è sicuramente l’offensiva che tutti conoscono come “battaglia della foresta dell’Argonne” e che viene inquadrata a tutti gli effetti all’interno della offensiva dei 100 giorni. Le forze statunitensi dell’American Expeditionary Forces, il 26 settembre scatenano un massiccio ma poco organizzato attacco verso le linee tedesche mirato a riconquistare i territori francesi occupati dall’Impero tedesco. A costo di numerosissime perdite e di continui sbandamenti, comunque gli americani riuscirono a penetrare per 9 km, mentre contemporaneamente i francesi ottennero successi molto più ampi avvantaggiati anche da un campo di battaglia largo e aperto sicuramente più semplice, rispetto alla foresta delle Argonne. L’esercito tedesco demotivato e abbattuto anche da problemi interni al paese non cedette comunque definitivamente le proprie posizioni. L’11 novembre però, viene firmato l’armistizio di Compiègne con la resa definitiva della Germania e con la conseguenza che le truppe tedesche ancora perfettamente schierate si sentirono tradite all’atto della firma . Il comando tedesco però chiese la resa per cercare di evitare di prosciugare ancor di più, le già deboli forze della Germania.

Il battaglione perduto

Il 4 ottobre 1918 un battaglione americano, nella foresta delle Argonne, a causa di un attacco germanico, rimase isolato e scollegato rispetto alle linee amiche. I soldati americani mantennero saldamente la posizione rifiutando di arrendersi. Il 7 ottobre, dei 575 uomini iniziali, si salvarono solo in 194, grazie ad un messaggio inviato alle truppe alleate per mezzo di un piccione viaggiatore di nome Cher Ami (caro amico). Il piccolo animale seppur ferito riuscì a percorrere 25 miglia ed effettuò con successo la consegna permettendo il salvataggio dei superstiti.

Villa Giusti

Il 3 novembre 1918 fu firmato l’armistizio fra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-ungarico con il quale si poneva fine alla guerra. I negoziati che erano iniziati il 1 novembre 1918 furono molto complessi, addirittura il 3 novembre sembrava dovesse saltare tutto, tanto che il generale Badoglio decise di sospendere le trattative e di far ricominciare l’offensiva militare. A quel punto il generale Weber conscio delle enormi difficoltà nelle quali si trovava l’esercito austro-ungarico, oramai in via di disfacimento, decise di firmare d’autorità il trattato anche grazie all’opinione favorevole del proprio Imperatore. Dalle ore 15,00 del 4 novembre, a tutti gli effetti scattava la validità dell’armistizio con pesantissime sanzioni per l’esercito austro-ungarico e l’immediato ritiro dell’esercito tedesco entro i 15 giorni.

Il Belgio

Il piccolo Belgio, il 4 agosto del 1914 viene improvvisamente invaso dalle truppe tedesche indirizzate a conquistare la Francia. Ben 800.000 soldati tedeschi senza alcun permesso delle autorità belghe, passarono la frontiera ed iniziarono il primo grande massacro del XX secolo. Furono uccisi 5500 civili, compiuti stupri, saccheggi e distruzioni di ogni tipo da parte dell’esercito tedesco che in ultima analisi obbligò ad un esilio di massa la popolazione belga. Sabato 28 settembre 1918, le unità dell’esercito Belga, sostenuto da inglesi e francesi sferrarono un massiccio attacco, conquistando gran parte della linea del fronte. Alla fine del conflitto, quasi tutti i profughi tornarono a casa iniziando lo sgombro delle macerie e la ricostruzione di case e monumenti mettendo fine alla tragedia immensa della prima guerra mondiale.

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